Saper risolvere problemi complessi in modo semplice ed efficace è una delle competenze più richieste nel mondo di oggi – in azienda, nei team, ma anche nella vita personale.

A volte però le strategie tradizionali di problem solving non bastano.

In certi casi, serve un cambio di prospettiva: un metodo capace di aggirare i blocchi, agendo direttamente su ciò che alimenta il problema.

È qui che entra in gioco il problem solving strategico: un metodo innovativo e pratico, nato per affrontare le situazioni complesse con strumenti contro-intuitivi ma estremamente efficaci.

In questo articolo scoprirai cos’è, come funziona e quando applicarlo per ottenere risultati concreti.

Problem Solving vs Problem Solving Strategico

Nel linguaggio comune, ma anche nella letteratura manageriale, si parla spesso di soft skills e di problem solving, ma questi termini possono assumere significati molto diversi a seconda del contesto teorico e applicativo.

Proprio per questo è utile chiarire cosa si intende con problem solving strategico in senso stretto: un modello strutturato e formalizzato, sviluppato dal gruppo di ricerca coordinato da Giorgio Nardone.

In sintesi:

Cos’è il problem solving strategico

Il problem solving strategico è un metodo strutturato per affrontare e risolvere problemi complessi, apparentemente impossibili, in modo efficace, rapido e mirato.

A differenza degli approcci tradizionali, questo metodo propone un cambio di prospettiva partendo da una domanda chiave: come funziona il problema e quali meccanismi lo alimentano?

In pratica, aiuta a interrompere i meccanismi che alimentano il problema, soprattutto quando le soluzioni già provate non hanno funzionato – o, peggio, hanno peggiorato la situazione.

Si tratta di un modello applicabile in diversi ambiti – personali, relazionali, professionali – grazie a tecniche sperimentate sul campo e a una logica operativa non convenzionale, ma estremamente pragmatica.

Come funziona il problem solving strategico

Parliamo di come funziona il problem solving strategico e come applicarlo con i 5 passi per trovare soluzioni ai problemi.

1. Definire con precisione l’obiettivo da raggiungere

Ogni processo strategico inizia dalla chiarezza. Il primo passo è formulare un obiettivo specifico, concreto e verificabile, evitando formulazioni vaghe o idealizzate.

Sapere esattamente dove si vuole arrivare permette di orientare in modo coerente tutte le fasi successive, evitando dispersioni o false soluzioni.

Come nella strategia militare o in quella aziendale, senza una meta chiara, ogni direzione può risultare fuorviante.

2. Analizzare le dinamiche che ostacolano il cambiamento

Una volta definita la meta, è necessario comprendere quali ostacoli reali impediscono il progresso.

Questa fase prevede un’analisi precisa delle resistenze al cambiamento, delle difficoltà percepite e delle condizioni che mantengono il problema attivo.

L’attenzione è rivolta al funzionamento attuale del problema, non alla ricerca di cause passate. L’obiettivo è creare una mappa operativa, non una diagnosi.

3. Identificare le tentate soluzioni disfunzionali

Molti problemi persistono perché alimentati da strategie ripetitive che, pur animate da buone intenzioni, si rivelano inefficaci o controproducenti.

Evitare, controllare, razionalizzare, cercare rassicurazioni: sono tutte risposte comuni, che spesso generano un effetto paradossale.

Riconoscere e sospendere queste dinamiche è il primo passo per interrompere il circolo vizioso che blocca il cambiamento.

4. Attivare strategie di intervento mirate

Superata l’impasse, si interviene attraverso tecniche specifiche che stimolano un nuovo assetto funzionale.

Tra le più efficaci troviamo:

5. Applicare il modello e consolidare il cambiamento

Il problem solving strategico si distingue per la sua adattabilità a contesti differenti: può essere utilizzato nel coaching, nella consulenza, nella formazione e in ambito clinico.

Il valore aggiunto del modello sta nel favorire una trasformazione concreta e duratura, basata su nuovi schemi di pensiero e azione.

Non si tratta solo di “risolvere un problema”, ma di sviluppare un mindset strategico, in grado di affrontare le sfide future con maggiore consapevolezza ed efficacia.

Quando applicare il problem solving strategico

Il problem solving strategico si rivela particolarmente utile quando le soluzioni abituali non funzionano più, e il problema tende a ripresentarsi o a peggiorare, nonostante gli sforzi fatti per risolverlo.

Si può applicare in un’ampia gamma di contesti, vediamoli insieme.

Contesti professionali e organizzativi

Ambiti di coaching, consulenza e sviluppo personale

In sintesi, il problem solving strategico è indicato ogni volta che si cerca un cambiamento reale, concreto e misurabile, e si desidera superare uno stallo che persiste nonostante l’impegno e la buona volontà.

Perché il problem solving strategico funziona

Il problem solving strategico funziona perché parte da un presupposto chiave: il problema non è qualcosa da analizzare, ma da trasformare.

Invece di cercare spiegazioni teoriche, il metodo si concentra sul qui e ora, osservando come il problema si mantiene e su quali meccanismi si può intervenire per modificarlo.

A differenza di altri approcci, questo modello lavora su cambiamenti misurabili, concreti e progressivi, adattati alla persona, al contesto e alla specificità della situazione.

Utilizza strategie che stimolano il pensiero laterale, la creatività e la capacità di reagire in modo nuovo anche di fronte a dinamiche che sembrano immutabili.

Ma il vero valore del Problem Solving Strategico va oltre la risoluzione dei singoli problemi.

Come afferma Giorgio Nardone: “Questo è un modello che modella.”

Applicato con continuità, questo metodo non è solo uno strumento per uscire dagli stalli: è un allenamento mentale, un modo per potenziare la flessibilità psicologica, migliorare la qualità delle proprie decisioni e sviluppare una mentalità orientata al cambiamento e alla crescita personale.

Incorporare questo approccio nella propria vita significa costruire una forma mentis capace di affrontare con lucidità le difficoltà, ma anche di prevenire nuovi blocchi, agendo in modo più strategico, consapevole e libero.

Dove trovare un coach strategico

Applicare il problem solving strategico in autonomia può già portare a grandi benefici, ma per ottenere risultati ancora più mirati, concreti e duraturi può essere utile affidarsi a un professionista specializzato.

Un coach esperto in problem solving strategico ti guida nell’analisi delle dinamiche disfunzionali, nella definizione dell’obiettivo e nell’elaborazione di strategie personalizzate, aiutandoti a superare ostacoli reali con un metodo strutturato e verificato.

Elio Zoccarato è coach strategico e facilitatore di cambiamento, specializzato nell’applicazione del modello di Problem Solving Strategico in ambito personale, professionale e aziendale.

Attraverso percorsi individuali o di gruppo, Elio ti accompagna nell’allenare una mente più flessibile, orientata al risultato e capace di affrontare con lucidità anche le situazioni più complesse.

Contatta Elio Zoccarato per iniziare un percorso di coaching strategico personalizzato: scoprirai come applicare il modello non solo per risolvere problemi, ma anche per evolvere, crescere e generare nuove possibilità.

*Fonte: Centro di Terapia Strategica – Giorgio Nardone Group

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